sabato 2 agosto 2008

Ole's Day, pt.2

Per sei anni è stato compagno di squadra. David Beckham assieme a Solskjaer ha scritto alcune tra le pagine più belle della storia del Manchester United: "Ricordo la prima volta che l'ho incontrato: pensavo fosse ancora più giovane, aveva una faccia da bambino! Presto è venuto ad allenarsi in prima squadra, e ha dimostrato di essere senza dubbio prima un giocatore da Manchester United, e poi di essere un grande giocatore dello United. E' uno di quei giocatori che quando ha il pallone tra i piedi ti fa pensare che ha qualcosa di speciale: è stato chiaro sin dal primo allenamento. Ovviamente il gol al Camp Nou contro il Bayern è uno dei miei favoriti...Ma non dimenticherò mai quando contro il Nottingham Forest, entrato dalla panchina, segnò 4 gol nel giro di 10 minuti! E' per questo che per me Ole non era un calciatore: era qualcuno che faceva gol. Abbiamo apprezzato tutto di lui, non solo le sue reti. Ha lavorato sempre duro e si è sempre dimostrato un ragazzo meraviglioso. E' stato un grande giocatore e rimane una grande persona".

Ole Gunnar Solskjaer Tribute Part 2/4

Ole's Day, pt.1

Lo speciale di oggi dedicato a Ole Gunnar Solskjaer parte con le parole di Alex Ferguson: "Ole è un esempio per tutti quelli che sognano una lunga carriera come calciatore. Ha dedicato se stesso a questa professione. Al giorno d'oggi è difficilissimo che un giocatore, peraltro straniero, rimanga nello stesso club per più di 10 anni. Domani (oggi, ndr) i tifosi gli mostreranno il loro rispetto non soltanto per il gol al Bayern nel 99, ma piuttosto per tutto quello che ha dimostrato in questi anni. Ricordo che lo presi quando aveva 23 anni, ma lo seguivo già da quando ne aveva 15; sapevo che aveva un grossissimo potenziale ma il progetto era quello di "parcheggiarlo" tra le riserve per un anno. Dopo due partite, però, Jim Ryan mi disse che era già pronto per la prima squadra. La settimana seguente lo portai in panchina contro il Blackburn: entrò, segnò e non è più tornato tra le riserve. La sua ultima stagione, 2006-07, è stata la dimostrazione perfetta del suo carattere. Non sarebbe stato facile per nessuno tornare con motivazioni dopo tutta la serie di infortuni che ha subito, eppure il suo impatto, nel finale, è stato fantastico: 11 reti, tutte importantissime per vincere poi il campionato. E' difficile per i giovani calciatori d'oggi, rimanere se stessi nonostante i soldi e il successo: inutile dire che Solskjaer ci è riuscito..."

Ole Gunnar Solskjaer Tribute Part 1/4

domenica 13 aprile 2008

Manchester United-Arsenal 2-1

Prima di entrare nel vivo di questo post sono d'obbligo i complimenti agli "odiati" rivali dell'Arsenal. Fino all'ultimo hanno lottato su ogni pallone, cercando di agguantare un pareggio che probabilmente non sarebbe servito granchè. Insomma una sconfitta a testa alta per gli uomini di Wenger, che chiudono una stagione che li ha visti protagonisti molto più del preventivato alla vigilia. Nessuna novità nella formazione di Ferguson: Ferdinand è al centro della difesa, Ronaldo e Rooney tornano tra gli undici titolari come Scholes, mentre Park mantiene il posto di esterno sinistro alto. Giggs, Anderson e Tevez sono così relegati in panchina, non come Almunia, scalzato dallo status di titolare da Lehmann e mandato in tribuna. Non è l'unica sorpresa di Wenger che schiera Song, alla prima da titolare in campionato e centrocampista di nascita, in difesa. Adebayor e Van Persie in avanti, Ebouè a centrocampo e si può partire. I gunners devono vincere per tornare in gioco nella lotta al titolo e dimostrano subito di fare sul serio. Mezzora di altissimo livello degli ospiti che occupano gli spazi del campo in maniera egregia, e con un palleggio veloce e preciso mettono in chiara difficoltà il centrocampo dello United. Occasioni nette, però, non arrivano: Adebayor ciabatta su un bell'assist di Hleb, Fabregas prova un paio di conclusioni che non impensieriscono Van Der Sar. Sono i padroni di casa che, al contrario, sprecano due occasioni chiare: Ronaldo salta netto Song appoggia sul primo palo per Rooney che si vede deviata la deviazione da Lehmann. Ancora Rooney, poco dopo, approfitta di uno svarione di Gallas per trovarsi a tu per tu col portiere tedesco: esterno destro e splendida respinta di piede. Il gioco dei red devils però non decolla: Scholes e Carrick sono lenti e imprecisi, il pressing dell'Arsenal è asfissiante, così i lanci lunghi non mettono in partita nemmeno Ronaldo, non nella miglior giornata. La prima parte si chiude comunque 0-0, ma nessuno si azzarderebbe a scommettere un euro su questo risultato al 90'. E in effetti la ripresa inizia subito con un colpo di scena: dopo qualche rimpallo di troppo Van Persie mette in mezzo, Ferdinand e Carrick si addormentano, Van Der Sar non fa di meglio e per Adebayor è un gioco da ragazzi spingere la palla in rete. Un paio di minuti dopo Ferdinand sfiora il clamoroso autogol, ma stavolta il portiere olandese compie un grande intervento. Come successo contro il Liverpool in Champions i guinners non gestiscono al meglio il momento favorevole e regalano un calcio di rigore allo United: su una palla vagante in area Gallas tocca di mano e per Webb non c'è dubbio. Ronaldo deve calciare due volte in rigore, ma il risultato è lo stesso, 1-1. L'inerzia cambia improvvisamente, Anderson e Tevez al posto di Scholes e Park danno un'ulteriore scossa, ma i padroni di casa sfiorano un nuovo clamoroso autogol con Brown: Van Der Sar stavolta si supera deviando sul palo. Evra domina a sinistra, tanto che Walcott non riesce ad entrare in partita (sostituito Ebouè), ma il vantaggio arriva ancora su calcio da fermo. Hargraeves vince il "duello" con Ronaldo per calciare una punizione dal limite, e la scelta si rivela particolarmente azzeccata: Lehmann, infatti, è immobile sul gioiello dell'ex Bayern Monaco, che fissa il punteggio sul 2-1. Bendtner dentro, Wenger non molla. L'assalto finale dell'Arsenal è confuso, Fabregas non riesce più a mettere ordine al centrocampo, e così l'unica palla gol prodotta nel finale è un colpo di testa proprio di Bendtner bloccato bene da un ottimo Van Der Sar. Quattro minuti di recupero volano via in fretta, lo United si aggiudica i tre punti, torna a vincere in Premier contro i gunners dopo due anni, e elimina i londinesi dalla lotta al titolo. In attesa di Chelsea-Wigan, in programma domani sera, il Man U è a +6 sui blues. Il 26 aprile a Stamford Bridge sarà una vera e propria finale.

mercoledì 9 aprile 2008

Manchester United-Roma 1-0

Premessa: questo articolo sarà profondamente diverso dalla solfa che i quotidiani nazionali ci faranno sorbire domani e nei giorni a seguire. Già perchè i titoli sono già scritti, forse anche prima della partita: "Eroica Roma, solo la sfortuna ti condanna" oppure "Eliminazione ingiusta, la Roma meritava". Basta un rigore, peraltro non giusto e al centro di un primo tempo dominato in lungo e in largo dallo United, per giustificare questi titolozzi? No. Perchè il Manchester United è passato in semifinale semplicemente perchè più forte, più completo, più esperto, più tutto. Più fortunato? Certo quel volo di Ronaldo per l'1-0 dell'Olimpico è sorte...lo splendido gol di Tevez stasera è c....l'assenza di Vidic per una partita e mezza, un Ferdinand a mezzo servizio e i vari Nani e Saha fuori non contano nulla. Conta l'assenza di Totti. Eppure stasera, certo non per infortunio, il Man U ha rinunciato a Ronaldo e Rooney. Allora mettiamoci una volta per tutte d'accordo. Abbattiamo questo assurdo nazionalismo, provincialismo...Ci girano sempre i cosiddetti quando ci danno dei catenacciari all'estero, accusando tutto il mondo di essere pieno di pregiudizi: ma allora perchè non riconoscere i meriti degli avversari? Perchè cercare di giustificare le sconfitte sempre tirando in ballo sfortuna o, nel 90% dei casi, gli arbitri? E' così difficile riconoscere che il Manchester United è una spanna, forse due, più forte? Certo poi si tirano in ballo le diverse disponibilità economiche....ma allora perchè caricare la vigilia con altri titoli, se possibile ancora più ridicoli, che parlavano di fantomatici 0-3 come se fossero la cosa da conquistare più facile al mondo? Non è meglio, allora, non illudere? Difficile ammettere che il "genio" Spalletti è stato, ancora una volta, surclassato tatticamente dal "vecchio" Ferguson? La partita...Con Ronaldo, Rooney, Scholes e Evra fuori in vista dell'Arsenal, Ferguson dimostra di essere praticamente certo del passaggio del turno. E i primi 25 minuti dimostrano che lo United 2 è superiore alla Roma con "er asangue agl'occhi" descritta fino a qualche minuto prima del fischio d'inizio. Hargraeves è una furia, Anderson un moto perpetuo, Tevez una delizia. Gli esterni giallorossi ci capiscono poco e niente: si aspettavano Ronaldo sulla fascia, trovano Owen Hargreaves ma non è che la sostanza cambi parecchio. Doni compie un paio di miracoli su Giggs e sullo stesso Hargraeves, altre palle pericolose vagano nell'area di rigore capitolina. Il vantaggio dei padroni di casa, che gestiscono i ritmi a proprio piacimento, sembra questione di minuti. Ma arriva il colpo di scena: Mancini si butta dopo un piccolo contatto con Brown, rigore! De Rossi dal dischetto spara alto, San Giovanni non tira inganni. Il contraccolpo per i ragazzi di Spalletti, questo è vero, è forte. Ma la differenza tra squadre forti e ottime sta anche in queste piccole cose. Il primo tempo finisce 0-0, con Ferdinand zoppicante: punteggio stretto agli uomini di Ferguson. L'inizio della ripresa è favorevole alla banda Spalletti, ci mancherebbe: buon possesso palla ma occasioni vere e proprie, zero. Il Man U controlla senza soffrire, una sicurezza a tratti disarmante. Il gol di Tevez, di testa, in tuffo, su splendido assist di Hargreaves, giunge a metà del secondo tempo e spegne gli ardori della Roma. Quello che era poco più di un allenamento qualche minuto prima diventa una normale sessione del giovedì pomeriggio di una qualsiasi settimana. La Roma, altro aspetto tipico delle "squadrette" e già mostrato all'andata e in occasione della doppia sfida dello scorso anno, esce dal campo facendo risparmiare preziose energie ai red devils. C'è tempo per applaudire il ritorno in campo di Gary Neville, dopo 13 mesi, e di cominciare già a pianificare il viaggio per Barcellona, avversario in semifinale. Finisce 1-0. Qualche episodio confuso da palla ferma, un rigore inesistente e una mezzora a buon livello faranno piacere ai tifosi romanisti, tra i quali si mimetizzano parecchi giornalisti, che vanno a casa felici per "aver messo in difficoltà" e "essere usciti per sfortuna" contro il mitico Manchester United. Contenti loro...A qualcuno però gioverebbe ricordare il computo totale delle 6 sfide negli ultimi 12 mesi: una vittoria (con lo United in 10 per un'ora), un pareggio (nel girone, a qualificazione già conquistata), 4 sconfitte, 4 gol fatti 13 subiti. Serve altro?

martedì 1 aprile 2008

Roma-Manchester United 0-2

Sono permessi tutti i tipi di scongiuri. Questo United ha dimostrato, una volta di più, di essere in grado di alzare la terza Coppa dei Campioni, o Champions League, come preferite, della sua storia. Due a zero da grande squadra a Roma, lasciando agli avversari i rimpianti tipici delle "piccole" che al cospetto delle "grandi" giocano bene una ventina di minuti, sprecano qualche palla gol, perdono e se la prendono con la sfortuna. La differenza è che a Roma tutti pensavano di fare un sol boccone di questo Manchester United. I red devils hanno giocato concentrati, attenti, sacrificandosi dal primo all'ultimo, convinti dall'inizio di poter far risultato all'Olimpico. E a una grandissima prova difensiva hanno aggiunto la qualità degli uomini più rappresentativi, che poi ha fatto la differenza sul tabellino finale. Ferguson regala due sorprese: Park, certamente non un "fedelissimo" di questa Champions, gioca al posto di Giggs, Ronaldo è schierato prima punta con Rooney a fare il lavoro sporco, spesso anche da terzino, sulla sinistra. Spalletti, al contrario, conferma le previsioni della vigilia. Prova ad aggredire la Roma, ma gli ospiti prendono il pallino del gioco in mano, e lo mantengono con una ragnatela di passaggi che poi sarà il leit-motiv di gran parte della partita. E' palese che le due squadre si rispettino e si temino, che Ferguson mantenga il suo atteggiamento "prudente" in Europa, almeno in trasferta. Così il primo tempo scivola via senza sussulti, se si escludono un paio di discese sulla sinistra di Evra, l'infortunio, si spera non grave, occorso a Vidic (al suo posto O'Shea) e un colpo di testa alto di Panucci. Ferdinand è un baluardo, Scholes e Carrick danno sostanza al centrocampo, mentre Ronaldo non sembra essersi ambientato al meglio nella sua nuova posizione da "9". Ma il lusitano è in un momento di grazia, così è quasi naturale che sia lui a sbloccare il punteggio: al 39' Rooney si gira tagliando fuori Mexes, allarga per Scholes che si defila e mette un cioccolatino in mezzo all'area di rigore: stacco portentoso di Ronaldo su Panucci, imparabile per Doni. E' lo 0-1, 36esimo gol stagionale per Ronaldo, settimo in Champions. La Roma potrebbe pareggiare poco dopo con Vucinic, che di esterno, da posizione defilata ma favorevole, mette a lato. Al 45' è 0-1. Appare evidente che Spalletti abbia strigliato i suoi negli spogliatoi: i giallorossi non giocano benissimo, ma alzano il pressing, mettono più agonismo in campo, e seppur solo su calci da fermo o azioni confuse, costruiscono ghiotte palle gol. Tonetto tira a lato, Van Der Sar è super su un colpo di testa di Vucinic, Panucci spara alto da posizione centrale in area di rigore, solo. Il tutto intervallato da un colpo di testa, alto, di Carrick. Sir Alex capisce che i suoi cominciano a non essere più in totale controllo, così inserisce Hargreaves per uno spento Anderson, passando al 4-4-2, liberando Rooney da compiti di copertura. La mossa produce i suoi effetti poco dopo: cross di Carrick, sponda di Park erroraccio di Doni che non controlla e lascia la porta spalancata proprio a Rooney. 0-2 al 66'. Il colpo per la Roma è durissimo: Cicinho e Giuly, nel frattempo entrati, non incidono, mentre lo United rischia di dilagare. Ronaldo, dopo una bella azione, centra il palo da fuori area, con deviazione decisiva stavolta di Doni, Carrick sbaglia un gol già fatto, finalizzando malissimo una stupenda manovra dei suoi. La retroguardia degli ospiti non corre più rischi, nonostante il pubblico cerchi di incoraggiare i propri beniamini. Anzi, è il Manchester a sfiorare ancora lo 0-3 con Tevez, entrato al posto di Rooney, e con un tiro al volo lodevole del solito Ronaldo. Insomma il risultato, alla fine, non fa una grinza. Lodevole lo spirito di sacrificio degli uomini di Ferguson, che pur essendo globalmente più forti hanno mostrato di non possedere la stessa supponenza dei colleghi giallorossi. Appuntamento all'Old Trafford, tra otto giorni, per sapere chi si avvicinerà al sogno della finale di Mosca.

sabato 29 marzo 2008

Manchester United-Aston Villa 4-0

Continua, senza sosta, lo show dello United in Premier League. Stavolta la vittima di turno è l'Aston Villa, asfaltata 4-0 dalle magie di Cristiano Ronaldo e dalla ritrovata vena sotto porta di Wayne Rooney. Arriva così la risposta al 2-3 dell'Arsenal, soffertissimo, al Reebok Stadium. Ferguson sceglie di non fare un eccessivo turnover in vista della sfida di martedì con la Roma: Kusczak è in porta, mentre la coppia centrale di centrocampo è formata da Carrick e Scholes. Ronaldo mostra subito di essere in partita, ma sono i Villans ad avvicinarsi per primi alla porta avversaria con una conclusione di Young. Rooney ci prova con un gran tiro dalla distanza, ma la squadra di O'Neill sembra giocare senza timore, mettendo in difficoltà la retroguardia dello United, guidata, come sempre accade, perfettamente da Rio Ferdinand. Si fa vedere Tevez con una buona iniziativa, ma è ancora Ronaldo a dare spettacolo: salta con una magia il marcatore, calcia al volo ma Carson mette in angolo: Ferdinand stacca bene ma la palla termina alta. Al 17' arriva il vantaggio: calcio d'angolo dalla sinistra battuto da Giggs, la palla rimane in mezzo all'area di rigore e Ronaldo, lestissimo, colpisce di tacco infilando Carson. La magia vale al lusitano il 35esimo gol stagionale. Assurdo. Carew va subito vicino al pareggio con una conclusione che sfiora il palo, ma lo United va a nozze con gli spazi lasciati dagli avversari. Giggs e Ronaldo sono due spine nel fianco della difesa ospite, che capitola per la seconda volta al 33' per opera di Tevez: l'azione dei red devils è spettacolare, chiusa da un assist perfetto del solito Ronaldo per la testa dell'argentino. 2-0! Giggs continua a inventare, Ronaldo è indiavolato, Carrick gestisce bene i ritmi, Carew deve uscire per infortunio, ma al 45' il punteggio non è cambiato. Al riposo i padroni di casa vanno avanti di due reti, e con mezza vittoria in tasca.
Il primo brivido della ripresa è, manco a dirlo, per l'Aston Villa: Rooney, dopo un triangolo con Tevez, si ritrova davanti a Carson ma spreca. Un minuto dopo c'è spazio anche per Kusczak che devia la conclusione di Maloney. I Villans dopo aver "rischiato" di riaprire il match cadono definitivamente: la splendida azione sull'asse Scholes-Ronaldo, che si conclude col piatto destro al volo del lusitano che si stampa sul palo, è solo il preludio alla terza rete. Giggs per Ronaldo, che ancora di tacco serve in profondità Rooney: stavolta Carson è superato dopo un dribbling perfetto, 3-0! Gli applausi per l'ennesima invenzione di quello che indubbiamente è il calciatore più forte al mondo, almeno al momento, sono scroscianti. La squadra di O'Neill non perde l'orgoglio e colpisce una traversa con Maloney (deviazione di Kusczak), ma lo show del Man United non si ferma, anche dopo la tripla sostituzione di Ferguson che richiama Ferdinand, Evra e Carrick inserendo Anderson, O'Shea e Hargreaves. Tevez, Hargraeves, uno scambio Rooney-Giggs...tutte occasioni per il 4-0 che arriva puntuale al 70', quando arriva il terzo assist di Ronaldo, di esterno, per la doppietta di Rooney. Una bellezza per gli occhi. Gli ultimi 20 minuti sono "garbage time": l'Old Trafford si gode una delle squadre più forti degli ultimi anni, e c'è anche il tempo per il gol annullato a Rooney. Finisce 4-0, l'Arsenal è di nuovo a -6, il Chelsea, in attesa del match di domani col Boro a -8. Roma, arriviamo!

giovedì 27 marzo 2008

Il resoconto del mercoledì dei nazionali

La copertina non può che essere dedicata a lui, Rio Ferdinand, per la prima volta capitano dell'Inghilterra perdipiù in una prestigiosa amichevole a Parigi contro la Francia. I transalpini l'hanno spuntata per 1-0 (rigore di Ribery nel primo tempo), ma la soddisfazione resta comunque grande. Rio è rimasto in campo per tutti i 90 minuti come Hargreaves, mentre Rooney è stato sostituito all'intervallo e Brown al 63esimo. Evra, tra i blues, non è stato invece utilizzato da Domenech. All' Emirates Stadium il Brasile ha battuto la Svezia 1-0, con gol di Pato, e per una mezzora ha calcato la scena anche Anderson, logicamente fischiato dai tifosi dell'Arsenal. Impiegati anche Fletcher in Scozia-Croazia (1-1), Vidic, per 74 minuti, in Ucraina-Serbia (2-0), e Park Ji-Sung in Corea del Nord-Corea del Sud (0-0). Kusczak è rimasto, al contrario, a guardare nella rovinosa sconfitta interna della Polonia contro gli Stati Uniti (0-3).

domenica 23 marzo 2008

Manchester United-Liverpool, le pagelle e gli highlights

Van Der Sar 6+. E' attento su una conclusione dalla distanza di Gerrard ad inizio secondo tempo. Per il resto normale amministrazione.
Brown 7-. Il suo secondo gol con la maglia dello United vale una fettina di titolo. Attento e puntuale anche in difesa, ma in alcuni frangenti soffre Babel e Torres.
Vidic 6,5. Impressionante come questo ragazzo migliori di partita in partita. Autorevole.
Ferdinand 6. Non è al meglio e si vede. Ma fa sentire la sua esperienza, fondamentale in match come questi.
Evra 6. Non spinge come al solito.
Carrick 7. Scelta azzeccata quella di Ferguson. Uno degli esclusi eccellenti delle ultime convocazioni di Capello gestisce a suo piacimento i ritmi della gara. Preziose anche un paio di coperture su contropiedi pericolosi del Liverpool.
Anderson 7. Primo tempo da cineteca. Qualità, sostanza, personalità. Dirige il centrocampo come un veterano. Cala fisicamente nella seconda parte.
Scholes 6,5. Si ritrova dopo un periodo abbastanza grigio nel match più importante. Appare sempre ispirato.
Ronaldo 6,5. Per una volta torna sulla terra. Troppe occasioni fallite, non fa la differenza nemmeno sulla fascia destra. Il 24esimo gol nelle ultime 24 partite gli vale però un'ampia sufficienza.
Giggs, 6-. Poco ispirato, soffre la fisicità degli avversari.
Rooney 7. Un punto in meno per i gol mangiati. Un toro, una vera furia. Ma ci aggiunge una tecnica di primissimo ordine. Ripeto, peccato per gli sprechi sotto porta.
Tevez e Nani 6,5. Entrambi incidono nel tempo concesso loro da Ferguson. Il primo con giocate sopraffine, il secondo con un gol di potenza.
Ferguson 8. Solita gestione tattica impeccabile. Stavolta ha il merito anche di azzeccare gli undici titolari e le due sostituzioni. Un mago.

mercoledì 19 marzo 2008

Manchester United-Bolton 2-0

Ancora lui. Bum, 32; bum, 33. Sì 33 gol stagionali di Cristiano Ronaldo, vero trascinatore, uomo di punta di uno United solidissimo che stasera, aldilà di un avversario a dire il vero non trascendentale, mette il naso avanti in Premier di tre punti e non soltanto per una "misera" differenza reti. Due reti in 20 minuti, una arrivata dopo un batti e ribatti in area di rigore, l'altra grazie a una splendida punizione, quella alla "Pirlo" per intenderci che Cristiano ha oramai imparato a tirare alla perfezione da mesi, da un 25 metri. Il tutto intervallato da un bello spunto di Nani e da un'occasionissima capitata a Kevin Nolan e sventata dall'ottimo Kusczak schierato, abbastanza a sorpresa, titolare. Piquè, O'Shea, Hargreaves, Tevez le altre novità proposte da Ferguson, che ha poi vissuto con estrema tranquillità il resto della partita. Proprio Tevez si rende protagonista di una bella azione, l'unico squillo di tromba di un finale di tempo abbastanza soporifero. Lo United, al rientro dagli spogliatoi, non accenna ad aumentare il ritmo: ne approfittano gli ospiti, prima con Nolan, poi con un fuorigioco fischiato a Diouf, e poi con Nicky Hunt, il cui tiro è ribattuto alla grande da Kusczak, che non fa rimpiangere certamente Foster. Ronaldo cerca la tripletta, ma è di Saha l'ultima azione degna di nota della partita, finita col punteggio che ne rispecchia pienamente l'andamento: 2-0. Il Bolton resta terzultimo, lo United è finalmente primo da solo con 3 punti di vantaggio sull'Arsenal e 5 sul Chelsea, bloccato sul campo del Tottenham con un pirotecnico 4-4. Non c'è che dire, è una festa del papà da ricordare...

lunedì 17 marzo 2008

Posticipo 30esima giornata: Birmingham-Newcastle 1-1

E' terminato 1-1 il posticipo della 30esima giornata di Premier League tra Birmingham e Newcastle. Il punto, preziosissimo in chiave salvezza, per gli uomini di Keegan è arrivato grazie alla rete di Michael Owen, che ha pareggiato così il vantaggio firmato nella prima parte del match da McFadden.